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Le storie delle scuole


VERSO UNA NUOVA VITA!

Autore: Scuola Media "Carducci" - Carrara


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Mia nonna ha fatto fino alla 3° elementare e, nonostante riconosca di non aver mai patito la fame, ricorda comunque i tempi durissimi della guerra. Ricorda di essere partita grazie a una sua cara amica che le aveva procurato un contratto di lavoro in un’azienda agricola, contratto di lavoro che gli venne spedito a casa. Partì in treno da Pontremoli, sola, verso Milano, dove cambiò il treno e prese quello per Domodossola, cha la portò verso il confine svizzero. La prima difficoltà fu la lingua, in Svizzera parlano più lingue e per mia nonna quella più affine fu il francese. Una volta imparata la lingua fece diversi lavori, come ad esempio la bambinaia, ma ha lavorato anche negli alberghi come cuoca e negli ultimi anni gestiva la mensa della ditta dove lavorava suo marito. Mio nonno Ghelfi Pietro, figlio di una famiglia molto numerosa –erano dodici figli, di cui quattro morti in tenera età, emigrò insieme al fratello Bruno in Svizzera ed infatti i miei due nonni si conobbero proprio lì. Mio nonno aveva conseguito la quinta elementare ed era un uomo che, come si suole dire, aveva le mani d’oro perché riusciva a fare un po’ di tutto nonostante provenisse da una famiglia contadina. In Svizzera trovò lavoro nelle escavazioni di gallerie sia per la viabilità stradale sia per la costruzione di centrali elettriche: andava particolarmente orgoglioso di aver lavorato al traforo del Monte Bianco. Si conobbero e dal loro matrimonio nacquero tre figlie, mia madre fu l’unica che nacque in Svizzera e vi crebbe anche. Le storie di quelle famiglie in quegli anni non sono storie felici, spesso i fratelli più grandi partono per guadagnare soldi e inviarne una parte a casa (le rimesse) e per cercare di costruirsi una vita migliore. Mia madre, nonostante gli spostamenti dei suoi genitori, è cresciuta con loro, a differenza delle sue due sorelle, che sono state invece cresciute dai nonni.

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