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Le storie delle scuole


VENTISEI STAGIONI IN SVIZZERA

Autore: Liceo Classico "Leopardi" - Aulla (Ms)


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L’anno dopo lì non ci sono più andata... ho cambiato e sono stata venticinque anni dalla mia padrona… e lì c’era tanto di quel lavoro che la padrona la chiamavano la “Maria di ferro”. E’ dove facevo diciassette ore al giorno e poi quattro mesi, partendo da giugno, si lavorava sabato e domenica senza fermarsi: le fragole a giugno, poi si cominciava con i pomodori, cavoli fiori, carote e le ultime erano le mele golden… quattro mesi di lavorare senza fermarsi… e poi ad aprile le bottiglie William, che si attaccavano sugli alberi delle pere con del fil di ferro e si faceva entrare dentro il frutto che cresceva e si staccava quando era maturo… e c’era tanto di quel lavoro che anche in aprile ti facevano ammazzare. Alle quattro meno un quarto la padrona metteva la sveglia e alle nove della sera eravamo ancora in un campo a raccogliere le albicocche… si raccoglievano mille casse al giorno, perché poi c’erano spagnoli, portoghesi, jugoslavi, marocchini, non solo gente di Filattiera… i più erano portoghesi e poi c’era una banda tutta di Pontremoli. Per il pagamento era tutta una sementa… prendevamo tutti centoventi franchi al mese, ti pagavano tutto in una volta quando venivi a casa alla fine dell’anno…e si facevano sei mesi o anche otto mesi… mangiavamo della gran frutta perché del resto non ce nera… ed eravamo diventati trasparenti dalla fame che avevamo… non ci davano da mangiare!

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